THE DEUCE – LA VIA DEL PORNO: 5 motivi per guardarla

Quanti motivi, per guardare o almeno sbirciare The Deuce. Li elenco, mentre si approssima l’ultima puntata di questa serie americana,  martedì 21 novembre alle 21.15, su Sky Atlantic.
Se il sottotitolo ‘La via del porno’, già basta a solleticare la fantasia di alcuni, siete in tempo a trovare tutti gli episodi sull’On Demand di Sky, per arrivare edotti all’appuntamento con l’ultimo episodio della prima stagione, che sta andando in onda qui da noi quasi in contemporanea con gli Stati Uniti. Prima stagione che, dato il successo scoppiettante delle prime puntate in USA, apre la strada ad una seconda già confermata dalla casa di produzione, la leggendaria fornace di successi di qualità HBO (quella di True Detective, per dire, la tv-series che ha rivoluzionato il concetto di ‘quality’ nelle produzioni televisive).
Dicevamo, quali i motivi per guardare una serie che racconta la vita nel sottobosco criminale della Times Square di New York dei primi anni Settanta, dove due fratelli gemelli finiscono irretiti nelle maglie della mafia italoamericana e dove l’endemica diffusione della prostituzione sta per sfociare nell’enorme, inesorabile, esplosivo successo dell’industria della pornografia.
Motivo uno: i suddetti fratelli gemelli sono interpretati con la solita esagerata bravura da quell’uomo dal ‘multiforme ingegno’, l’Ulisse di Hollywood James Franco. Affascinante, coltissimo (è professore di letteratura al college…), regista e sceneggiatore in grado di adattare per lo schermo opere di giganti della letteratura americana come Faulkner e Steinbeck (The Sound and the Fury, La battaglia), attore di campioni di incasso fracassoni come la prima saga di Spider-Man ma anche di progetti più autoriali (127 ore di Danny Boyle per cui è stato candidato all’Oscar come miglior attore o Milk, di Gus Van Sant) e addirittura di soap opera (ha un ruolo ricorrente in General Hospital). Per un tipo così, è chiaro che un ruolo solo è poca roba: da cui, un ruolo addirittura doppio in questa serie, quello di due gemelli, uno cattivo e uno che diventa anche più cattivo, entrambi però umanissimi, affascinanti e tamarri al giusto grado per essere dei credibili italoamericani nella New York del 1972.
Motivo due:  Maggie Gyllenhall in minigonna e parruccone biondo. Vedere la raffinata attrice di Secretary,  Vero come la finzione, Confessioni di una mente pericolosa, Il cavaliere Oscuro, un’interprete e una donna considerata molto sexy ma generalmente associata ad un’immagine elegante, tra le star più ‘chic’ di Hollywood, ecco, vederla mentre adesca dubbi personaggi masticando il chewingum e mostrando tutto il mostrabile affacciata al finestrino della macchina, beh, ha il suo bel fascino magnetico.
Motivo tre: l’appeal del vintage. Una cosa che in tv quasi solo le mega produzioni televisive HBO sanno fare, o meglio possono permettersi di fare: ricostruire con una precisione che rasenta la perfezione un’epoca passata e sempre ricca di richiamo per la sua aura rivoluzionaria e trasgressiva come gli anni Settanta. Luci, atmosfere, abiti (gli abiti! Quegli stivali! Quei pantaloni a zampa!), accessori, vetture, linguaggio, musica (quella musica!), tutto ci piomba come in un sogno nella metropoli anni della rivoluzione sessuale,  anzi ci spedisce laggiù come in un trip psichedelico da cui risvegliarsi con la testa pesante e piena di colori.
Motivo quattro: seguire una serie diversa, che non ha una trama verticale troppo precisa e quindi, forse, anche scontata. La storia è una storia di persone, che vuol risvegliare un’epoca, fermare un momento, affondare in un mood particolare, più che strabiliare con colpi di scena o accontentare il pubblico con il solito trucco della relazione sentimentale annunciata all’inizio e realizzata nel penultimo episodio. Siamo dalle parti di quel capolavoro di realismo che è stato The Wire, anomalo crime osannato dalla critica e per l’appunto firmato dallo stesso autore di The Deuce, David Simon, interessato a ‘descrivere’ in modo mai edulcorato situazioni o ambienti , più che a sfangare un tot di episodi con un buon cast e un ottimo trucco e parrucco.
Motivo cinque: The Deuce è una serie SUL porno, non una serie porno, ovviamente. Il parental rating è sconsigliato ai minori di 14 anni. Quindi niente di veramente trascendentale come immagini esplicite. E pertanto, per un utente medio quale siamo quasi tutti, un modo per avvicinare un mondo ‘hot’ senza veramente scottarsi, un modo per guardare da dietro una tendina di perline quel che succede, senza sentirsi troppo in imbarazzo davanti alla tv insieme al figlio di 15 anni appena compiuti. Del resto, in televisione di porno e dintorni, ormai si vede poco, ci sono altri luoghi ‘deputati’. Per qualche eventuale friccico osè, si rimanda alla programmazione di Cielo, arricchita da una proposta cinematografica soft porno e da una piccola pretesa di documentaristica di costume (con titoli come Sex Toys – L’arte della felicità, Pervert Park, Sex Mundi).