Top 10 Horror – SKY on demand

#10. VILLMARK ASYLUM – LA CLINICA DELL’ORRORE
 Qualsiasi brivido narrativo proveniente dalla Scandinavia arriva alla dogana e gli incollano l’etichetta: “da vedere assolutamente”. Succede dai successi letterari di Stieg Larsson e affini che a loro volta hanno prodotto gli omonimi film e affini. Sarà il gelo, il buio, la reputazione di residenza ideale per aspiranti suicidi. Oppure, come in questo caso, una clinica fatiscente isolata in una foresta remota con le sue penombre labirintiche, un habitat maledetto e un gruppo di ospiti indesiderati. Ma la trama è secondaria rispetto alla tensione che si sviluppa e si alimenta intorno al mistero d’ordinanza.

 

#9. IL CACCIATORE DI ZOMBIE
Anche nella Cuba comunista esistono i morti viventi e si fanno horror con sfumature satiriche. L’aggancio è politico perché agli zombie viene l’acquolina in bocca nell’anniversario della rivoluzione castrista. Un gruppo di ragazzotti abile nell’arte d’arrangiarsi fiuta le opportunità dell’economia fondata sul mercato e mette su un business per fermare l’epidemia di mostri ingordi. Godibile, divertente, un po’ naif: un film per spezzare l’americanismo imperante.

 

 
#8. LE ORIGINI DEL MALE
Citando solamente “The Blair Witch Project” e “Paranormal Activity”, ci si rende conto di quanto l’horror ami nutrirsi del cosiddetto found footage, ossia il ritrovamento di materiale spesso girato in soggettiva che riprende terrificanti fatti realmente accaduti. Un espediente narrativo alla base anche di questo film partorito dalla rediviva Hammer, la casa di produzione che sta al genere horror più o meno come i Rolling Stones stanno alla storia del rock. Per cui, massimo rispetto, anche se il film non è indimenticabile. A proposito di musica del diavolo, il perno della trama è proprio una ragazza indemoniata, posseduta da terrificanti entità oscure. O forse no.

 

#7. FRIEND REQUEST – LA MORTE HA IL TUO PROFILO
Abituiamoci. Gli incubi primordiali sono sbarcati sui social network e non se ne andranno mai più. Al centro dell’enigma c’è una studentessa che su Facebook (o similari) va via come il pane ma dovrebbe stare più attenta alle richieste di amicizia (paura, vero?) perché non sai mai chi incontri e cosa clicchi. E non basta certo spegnere il pc o lo smartphone quando sei braccato. Filmazzone da pizza, birra e rutto libero da guardare scrutando foto e likes dei vostri amici.

 

#6. MAN IN THE DARK
Prodotto da Sam Raimi (che si sarà ricordato dei suoi magnifici esordi a budget contenuti) è un horror che ribalta la prospettiva del sottogenereHome Invasion’. I giovani ladri irrompono dentro la casa di un cieco veterano della Guerra del Golfo che è abituato alle mine e al deserto. Quindi per lui è uno scherzo trasformarsi da vittima in carnefice in territorio amico, anche se al buio. Del resto, esclusi tutti gli esseri soprannaturali, il cinema insegna che è sempre meglio tenersi alla larga dai reduci.

 

#5. THE NEON DEMON
La degenerazione dell’ego nel mondo delle top model per la regia stilosa, patinata e glaciale di Nicolas Winding Refn (uno dei nuovi guru dei cinefili assatanati, guai a chi glielo tocca). Che è un horror te ne accorgi per bene solamente alla fine, quando le donne invidiose scatenano le loro pulsioni più tremende dopo oltre un’ora di guardinga contemplazione di un mondo esteriore e interiore che fa davvero paura. Refn cerca David Lynch (ma non lo trova) e forse esagera nell’autocompiacimento, ma è un film che si lascia piacevolmente… odiare.

 

#4. LE STREGHE DI SALEM
Rob Zombie rievoca le fattucchiere del ‘600 ed essendo l’ex leader di una band di alternative metal (i White Zombie) usa i solchi graffiati di un vinile per aprire il varco satanico. Nel calderone ci mette citazioni cinefile, blasfemia, ironia e ovviamente rock ‘n’ roll. Un horror anarchico e liberatorio e una grande prova di maturità per un cineasta troppo sopravvalutato ma che non ha mai sbagliato un film.

 

#3. SAW – L’ENIGMISTA
L’horror è il genere in cui le saghe proliferano. Se una formula funziona può essere ripetuta all’infinito specialmente se il mostro che ammazza tutti ha sufficiente carisma. E solitamente il primo episodio della saga che contiene la genesi dello psicopatico è il migliore di tutti. Regola confermata per il franchise per eccellenza del nuovo millennio ossia “Saw – L’enigmista”, dove un assassino spietato imprigiona, giudica e uccide in modo gustosamente efferato.

 

#2. IT FOLLOWS
Il sesso, l’adolescenza, il senso (inconscio) di colpa. Uno degli horror più folgoranti degli ultimi anni mescola sapientemente questi tre ingredienti, che già presi da soli fanno, a volte, paura. Poi se il sesso è occasionale e invece delle malattie note trasmette angoscianti allucinazioni ecco che tutto si tramuta in una sfida all’ignoto senza preservativi né ‘spiegoni’ finali, con una strisciante sensazione di disagio che non ti abbandona mai.

 

#1. ROSEMARY’S BABY
Guardiamoci in faccia. Se si parla di demonio i punti di riferimento nella storia del cinema sono due: “L’esorcista” di William Friedkin e “Rosemary’s Baby” di Roman Polansky. Imperdibili entrambi. In quello di Polansky disponibile on demand su Sky Satana si insinua in un condominio di New York ma soprattutto nel grembo di Mia Farrow inseminata dal diavolo in una scena di sconvolgente bellezza. Capolavoro supremo.